indennità di accompagnamento

Moderatori: paola, Margherita

maudoma

indennità di accompagnamento

Messaggio: #117321 maudoma
30/09/2012 - 14:45

Gentili moderatori consentitemi anche questo argomento, perchè è un diritto per chi soffre di queste malattie a non essere preso in giro da commissioni che abbassano le percentuali di invalidità e che negano l'indennità a chi ne ha diritto,compreso anche alcuni giudici che negano persino l'evidenza difronte a quello che dice la legge, e noi paghiamo a nostre spese tutti quei falsi invalidi o falsi ciechi che leggono il giornale e che guidano le automobili.è da premettere che l'argomento è molto vasto, e sicuramente tralascierò qualcosa, ma lo scopo di questo articolo è divulgare ciò che la legge dice, in merito ad esperienze personali, ed a informazioni e documentazioni che ho dovuto assimilare.Non sono molto bravo a scrivere, e non sono nemmeno un avvocato, ma sono stanco di continue prese in giro, e continue spese che devo affrontare per le continue cure e visite specialistiche che aggravano, dato che sono anche disoccupato.Per cominciare voglio mettere in risalto due leggerezze che sono riportate nelle tabelle delle invalidità, e nei verbali di invalidità.Uno è la classe di appartenenza del mdc e della rcu, dato che si parla di seconda, terza e quarta classe ecc.,a prescindere che noi non siamo animali, ma abbiamo malattie serie, voglio dire che uno dei tanti fattori che determinano la classe di merito è il peso corporeo, vorrei solo soffermarmi che i dottori delle commissioni ci pesano come animali, a seconda se siamo magri, se abbiamo un peso corporeo normale,o superiore alla norma.Su questo vorrei solo dire che la persona magra che soffre, rischia di più, ma ci sono anche persone che sono nella norma, e che soffrono in equal modo, o peggio, e che magari fanno na dieta iper calrica, o iper proteica per reintegrare il peso perso, senza considerare il fatto che ci sono persone che hanno anche altre patologie correlate al peso,uno dei fattori correlato al peso che non viene preso in considerazione, può essere anche un uso eccessivo di cortisoni, o la cortisonicodipendenza. che fa sfalsare il peso corporeo.Un'altra cosa che vorrei dire (scusatemi se mi divulgo un po) è su un termine, che ormai viene usato, come se fosse uno stratagemma per abbassare la percentuale sui verbali di invalidità, il termine è (esito) cioè se un ammalato che ha dovuto subire un intervento invalidante, e di conseguenza per sua sfortuna la malattia no viene tolta, o si genera di consequenza un'altra patologia correlata, i medici scrivono esito dell'intervento.Vorrei solo ricordare a questi medici che una cosa è avere l'esito da intervento, ed na cosa è avere una malatia in fase attiva, aggiungo che le patologie infiammatorie intestinali attualmente non sono collocate nelle malattie rare, e quindi hanno un proprio nome, a seconda delle condizioni di gravità.Dopo queste leggerezze, per così dire vorrei spendere due parole sull'indennità di accompagnamento, e vi anticipo che molti che hanno queste patologie ne hanno espressamente diritto per tali motivi.Allora a mio contrario parere, oltre al 100% di invalidità che bisogna avere per presentare la domanda e tralasciando le persone che non possono deambulare od hanno difficoltà a farlo, l'indennità viene concessa a chi necessita di assistenza continua, non essendo in grado di svolgere gli atti quotidiani della vita, premettendo che quasi tutti, o almeno le persone che stanno più male penso che necessitano di assistenza continua, in quanto usano una terapia farmacologica continua, visite specialistiche continue, ospedalizzazioni,assistenza psicoterapeutica ecc.,per atti quotidiani della vita si intende anche il lavarsi, il mangiare, il bere, l'andare al bagno, e l'incontinenza, se non ho tralasciato qualcosa; ed è proprio su questi punti che volevo soffermarmi, pechè la cassazione ha stabilito che chi non può assolvere anche uno di questui atti quotidiani, ha diritto all'indennità di accompagnamento.in questo caso per esempio chi soffre di incontinenza (ricordiamo che fa parte dell'atto quotidiano della vita), gli deve essere consessa l'indennità.Vorrei ricordare a tale proposito tutte quelle persone che hanno subito un intervento di colectomia totate, e che soffrono di pouchite, o di proctite, o di incontinenza sfinterica, o altri interventi che determinano l'incontinenza. Su questo, a persone che lo vogliano gli posso postare una sentenza del 2012 di un giudice che ha concesso l'indennità di accompagnamento, difforme dalla ctu per incontinenza sfinterica.Peraltro sempre la cassazione ha stabilito che deve essere concessa anche a persone che attuano gli atti quotidiani della vita, ma in particolari condizioni, che al momento non ricordo.Quindi in conclusione, non fi fermate sulle visite di commissione che negano i nostri diritti, ma combattete, per chi ha ancora la forza di combattere, ed avanti con i ricorsi.un saluto ed un abbraccio a tutti.

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